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RUBRICA: IL CHIRINGUITO DELLA ISLA FELIZ - SETTIMANA 8

Il rispetto del Bene Comune: Educare!

Intervista
Mar 11, 2019

Ieri sera ho accompagnato i miei figli ad allenamento. Eravamo alla tensostruttura.
Entrando negli spogliatoi ho notato che tutte le finestre erano state scambiate per lavagne. Tutti i vetri, rivestiti di materiale opacizzante per proteggere la privacy degli atleti, sono stati imbrattati e danneggiati con scritte, disegni, graffiti vari.

Sono rimasta senza parole.

Il primo pensiero è stato: “che tristezza! Una struttura nuova, conquistata con tanta fatica da tutte le associazioni sportive, inaugurata ufficialmente da poco più di un mese….già rovinata da ragazzini maleducati e irresponsabili. E ora? Chi si fa carico di riparare? Bisognerebbe sapere esattamente chi è stato e farne rispondere personalmente, così forse prima di rifarlo ci penseranno due volte”.

Rabbia, delusione.

Il secondo pensiero è stato: “I miei figli non hanno nemmeno 8 anni, nello spogliatoio li accompagno ancora io, sono ancora troppo piccoli per scrivere in quel modo…per fortuna posso essere certa che la responsabilità non è la loro!”

Sollievo.

Il terzo pensiero è stato il collegamento fra i due pensieri precedenti: ma se i miei figli non avessero avuto 8 anni, sarei potuta essere ugualmente certa che la responsabilità non fosse la loro?

Smarrimento.

Il punto sta proprio lì.
Parlo da genitore, da mamma. Che “casualmente” legge tanto materiale tecnico e usa farsi molte domande per mestiere…. ma….quanto sono realmente certa che ciò che sto disperatamente tentando di trasmettere ai miei figli, abbia (e avrà) la presa sperata su di loro? Quanto posso scommettere sulla mia capacità di infondere regole, senso civico, educazione di base, senso di responsabilità?
Mi chiedo….i genitori di chi ha fatto quei guai alla tensostruttura….sapranno che sono stati i loro figli? Sapranno che ci sono dei danni agli spogliatoi? Avranno preso i giusti provvedimenti?
E’ scontato, penso, che la reazione di un qualunque adulto davanti al danneggiamento di una cosa pubblica sia di disapprovazione, di condanna per il gesto fatto.
Ma credo sia altrettanto scontato che noi genitori non abbiamo, troppo spesso, la reale percezione o consapevolezza di quanto i mattoni che cerchiamo di donare e costruire per i nostri figli, siano davvero forti, resistenti e solidi.
La comunità non può che biasimare un gesto di rovina; ma è la stessa comunità ad essere responsabile di quel gesto. Perchè i nostri figli non si educano da soli, ma sta a noi.

E allora, da ieri sera, mi chiedo cosa abbiamo perso per strada. Cosa si è smarrito negli anni, cosa ci fa sentire così lontani dal mondo dei nostri figli, che spesso ci sfuggono, ci scivolano via dalle mani senza che abbiamo idea di cosa siano realmente.
E cosa si è perso nel mondo dei genitori, che spesso sfuggono ai loro figli, che cercano contatti, regole, conferme e noi non siamo in grado di darle. Perché spesso non le sentiamo nemmeno, le loro richieste. Perché non sono richieste esplicite, ma sono nascoste, da interpretare, da comprendere, da SENTIRE. E spesso le ignoriamo, perché non le comprendiamo e non le sentiamo.
Deleghiamo, bypassiamo, sorvoliamo, semplifichiamo…e non guardiamo, non ascoltiamo realmente.
Si crea un meccanismo costante in cui condanniamo le cose ed i comportamenti palesemente sbagliati, ma non li guardiamo mai proiettati nei nostri figli, come se i nostri fossero immuni, o alieni. Siamo bravissimi a puntare il dito contro gli altri, ma i nostri no, sono sempre bravi, sono sempre estranei ai fatti. Ma non è sempre così.
Protestiamo contro l’allenatore che non fa giocare nostro figlio, o contro l’arbitro che ci penalizza, o contro l’avversario che è scorretto e va punito….e non vediamo mai la centralità del ruolo che ha nostro figlio in tutto questo.
Non vediamo che se l’allenatore non lo fa giocare è, forse, perché non è andato agli allenamenti con costanza (e io gliel’ho concesso).
Non vediamo che se l’arbitro sbaglia (cosa comunque da dimostrare) è perché è una persona come noi (che sbagliamo spesso…giusto?) ma ha un ruolo ben preciso e come tale va rispettato, a prescindere dal nostro punto di vista.
Non vediamo che se l’avversario è scorretto, la legge del taglione non fa altro che far diventare ancora più scorretti i nostri figli, se decideranno di farsi giustizia da soli. E dopo, chi sarà quello da punire?
Non vediamo troppe cose, ma siamo dei giudici impietosi ed infallibili.
Non vediamo che siamo guardati costantemente dai nostri figli, che ci emulano, ci copiano, ci prendono ad esempio. E se noi non vediamo, loro non vedranno. E continueranno con il nostro meccanismo di giudici che sanno giudicare tutti tranne loro stessi.
C’è molto lavoro da fare, per noi genitori. C’è un tempo da riconquistare, l’orecchio da tendere meglio, il cervello da tenere più acceso, il cuore da far battere un po’ di più, pensando al loro bene, al loro futuro, al mondo che li aspetta a braccia aperte per metterli alla prova. Saranno i nostri mattoni ad incidere sul buon esito di quel che sarà il risultato finale.
Forse “è solo una bravata, una scritta su un vetro, cosa vuoi che sia!!”.
O forse è “solo” un mattone che si è frantumato sotto i loro piedi. E credo vada ricostruito.

Dott.ssa Serena Brunelli



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